10 modalità che minacciano la Leadership in Azienda

Dopo anni di lavoro in cui accompagno e mi relaziono con molti Manager, confrontandomi con loro sulla cruda realtà dei numeri e del noto “ARTICOLO V” o sulle “LEVE MOTIVAZIONALI” che consentono a un gruppo di essere più performante e soddisfatto, credo di dover riassumere, anche a mia memoria, per mio uso e nel mio lavoro, 10 modalità disfunzionali di comportamenti che ho notato.

Se da un lato considero la notoria legge economica dell’articolo V un prerequisito senza il quale non esisterebbero ne Aziende ne Manager. Insisto spesso nel sostenere che tutto dipende dal modo con cui raggiungiamo l’articolo quinto. E’ come andare in cima all’Everest da soli (oggi non più permesso dal governo Nepalese) e senza bombole di ossigeno o arrivarci in cima trasportati da un aviogetto (l’elicottero non vola a quelle altezze).

In breve la mia piccola sequenza di esperienze mi porta a sostenere che i disastri aziendali sono causati da persone e non da numeri o da bilanci; sostengo che sono almeno tre di questi dieci fattori che agendo simultaneamente, possono compromettere irreversibilmente la carriera di un Leader e l’Azienda per cui lavora.

1. Mancanza di supporto – Vorremmo un leader che non ci supporta? La presenza è la base del supporto! Chi apre o lancia le attività, sia di una riunione, che di un progetto, fino al “day by day” se il leader non ha presenza e non guida, chi collabora manca un filo conduttore, ha la netta sensazione di montare in un pulman che non ha meta o se c’è non è accattivante, a volte capita che l’autista del pulman dica anche allegramente: “NON DISTURBATE L’AUTISTA: ho cose più importanti da fare”.

2. Pessima organizzazione – Vorremmo un leader disorganizzato? Le informazioni su ciò che è accaduto (passato), sta accadendo (presente) e su ciò che vorremmo accada (futuro migliore possibile) sono il punto di partenza per far sbocciare una VISIONE. Un Leader deve saper dare Visione strategica, poliennale, annuale, mensile e giornaliera. Capita a volte, passeggiando per i corridoi, osservare persone che “vagano” e appaiono non focalizzate, frequentano le riunioni con occhi spenti e disinteresse; dimenticando che senza regole fondamentali non si può andare da nessuna parte.

3. Comunicazione contraddittoria – Ci piacerebbe un leader incoerente e contraddittorio? I messaggi e la comunicazione interna (verso l’alto, alla pari e verso il basso) se non vengono resi in trasparenza e il “non detto” dilaga prevaricando ciò che viene esplicitato, accade una prima dissociazione tra ciò che si dice e ciò che si fa, tra ciò che si vede e ciò che ci si dice. La fase successiva è che i corpi si contorcono in smorfie, sguardi, sbuffi e le persone si allontanano. Un leader deve saper comunicare allineare e disallineare, dire e contraddire. Il tutto con stile. In assenza di tutto ciò si generano dubbi, malintesi, doppi sensi che erodono, prima o poi, la fiducia.

4. Omettere le informazioni – Vorremmo un leader omertoso? Un vecchio adagio recita “informazione è potere” se un leader gestisce in questo modo le informazioni si espone a molte trappole; una persona assertiva e proattiva cavalca le informazioni e il flusso, non ha timore di esporsi ed esporre, di dare tutte le informazioni necessarie alla funzione e al ruolo assegnato.

5. Investimenti non giustificabili – Sopporteremmo un leader spendaccione? Per quanto il denaro sia nelle mani di chi lo detiene, nell’ambito di un’organizzazione e di un leader eseguire o effettuare investimenti aziendali incoerenti, anche di piccola “taglia”, muove stati d’animo e percezioni che possono indurre le persone a disinteressarsi o a disconnettersi dal suo capo o dall’azienda. Rendere conto e dar conto è importante tanto quanto perseguire la visione.

6. Trasparenza e conoscenza dell’agenda – Ci piacerebbe lavorare per un leader pieno di segreti? Un leader condivide la sua agenda, la scaletta della giornata e delle attività, celare od occultare il suo timing, il suo stile e il suo impegno genera sfiducia nei collaboratori ed insinua il dubbio che stia facendo qualcos’altro di più importante per lui, ma non per l’Azienda.

7. Troppi punti all’ordine del giorno – Vorremmo lavorare per un leader che non sa gestire il tempo? Saper battere il tamburo del tempo, sapere che non si può fare tutto, che la delega e la collaborazione creano un approccio vincente e di squadra. Seguire troppe attività può equivalere a nessuna attività. Troppo carico in ogni caso genera stress non sempre positivo.

8. Persone ferite o traumatizzate – Ci piacerebbe lavorare con un leader dispotico e offensivo? Un leader che ferisce i propri collaboratori è un leader da cui ci si allontana, e da cui si diffida quando ci si avvicina. Un leader che genera engagement è un leader riscalda i cuori, fa lavorare la mente e il corpo.

9. Lo stile e l’autenticità – Ci piacerebbe un leader che fa sotterfugi? La postura e il modo di vestire di un leader deve essere coerente con ciò che è e che fa, in sintesi deve essere “bello” si, ma soprattutto “bello dentro”, in sintesi potremmo utilizzare una parola neutrale: essere “autentico” che significa essere se stesso nelle varie circostanze in un fluire dinamico ed evolutivo.

10. Competenze – Che dire se un leader è incompetente? Un Leader deve avere sicuramente delle competenze verticali e delle esperienze specifiche, anche se è soprattutto nelle competenze orizzontali che si gioca la sua leadership. Generare e creare coerenza ha importanza strategica; è il modo con cui mi relazione che fa la differenza.