Un nuovo appuntamento con Giovedìmpresa

Il prossimo appuntamento per continuare il nostro percorso formativo con Giovedìmpresa si terrà il 14 settembre.

Ovviamente sempre di giovedì presso la nostra sede 4Coaching in via Forestana.

La giornata avrà inizio alle ore 9.15 per le registrazioni e il momento caffè, alle ore 13.00 ci sarà il brunch, per volgere al termine alle 18.00.

Argomento della giornata sarà la Leadership e parleremo dei quattro principali stili che la rappresentano:
l’imperatore/monarca, il filosofo/maestro, l’esploratore/carismatico e il mago/sciamano.
Test e workshop interattivi permetteranno di identificarci e riconoscerci allo scopo di mettere a punto tecniche e strategie su misura.

Il corso sarà tenuto dal coach Silvio Bartolomei e dal consulente Lorenzo Campese.

Per chi parteciperà per la prima volta la giornata sarà completamente gratuita!

Per le iscrizioni clicca qui

Ed ecco il nostro video di presentazione al corso, buona visione!

 

 

Conosci i tuoi dati per decidere al meglio

Per-corso per fornire strumenti e strategie per analizzare i proprio dati

Perchè? Le PMI hanno una massa di dati rilevante che gestiscono ma che analizzano pochissimo Questo perché spesso ci si ferma al software gestionale e non all’ebaorazione e/o visione dei dati in forma aggregata, fonte di informazioni su piani diversi

Cosa? Un per-corso per fornire strumenti e strategie per analizzare i propri dati

Come? Una mattina in cui vi è un’attività di introduzione con il coach (Bartolomei) e una successiva fase con l’esposizione di case history aziendali di analisi dei dati e proposta di indicatori strategici aziendali (Dalla Riva).

 

Giovedimpresa

Cos’è Giovedimpresa

C’è bisogno di tecniche nuove, veloci e potenti, per dare nuovo impulso al nostro fare impresa. Occorrono modalità per leggere la realtà e cogliere le opportunità che il salto di paradigma in corso ci presenta.

Giovedìmpresa è un progetto che nasce per dare futuro alle Imprese, alle aziende e ai loro manager. Attraverso un insieme di conoscenza e approcci innovativi, mira a dare forza e strumenti concreti a imprenditori, leader e manager per facilitare l’evoluzione, l’innovazione e lo sviluppo delle loro organizzazioni.

Stanchi? Camminare è una scelta EI! fa bene alla mente e al corpo – Mindfullness e camminare

al Manager come ad una Mamma fa bene camminare! vi hanno mai detto durante una discussione… “va a fare due passi” ?

Mi ricordo mia Mamma, indispettita da alcuni miei capricci che mi diceva: “cammina, va là”, mi imbattei in questo approccio ginnico educativo poco tempo dopo quando don Luigi, il mio Parroco a cui avevo “tirato la tunica”, mi avvisò istintivamente dicendomi: “corri, oo…” e mi vidi sfrecciare la sua scarpa destra affianco al mio orecchio …. Una terza significativa occasione me la diede la Vita, che per detossicarmi da alcune disavventure mi portò ad andare in Montagna camminando, correndo, arrampicando e poi tornando a camminare!

5 PUNTI per rendere più efficace ed efficiente la nostra camminata!

PUNTO 1. Camminare – Fa bene, mette in moto l’organismo, lo surriscalda – se aumento il passo – ti fa sudare, a quel punto espelliamo un po’ di tossine e così facendo stiamo detossificando l’organismo e la nostra testa. Semplice no? E fino a questo punto tutto è regolare infatti molti studi di fisiologia e medicina come quello di Scientific America certificano perché sudare: fa bene al corpo e alla mente.

PUNTO 2. Un pensiero, un idea – Se a questa naturale e innata propensione di camminare ci aggiungiamo l’ascolto personale di un pensiero o di un idea, camminando questa prende forma e l’elaborazione del pensiero conseguente può fare la differenza. Per alcune persone non è sufficiente camminare, hanno bisogno di correre, Forest Gamp ne è stato un chiaro esempio. Perché i nostri pattern emotivi ed emozionali sono idee che hanno bisogno di processi.

PUNTO 3. La postura – Se mentre cammino ho un idea e contemporaneamente – grazie a due bastoncini da Nordic Walking – cambio, correggo e focalizzo la postura che sto avendo in quel momento sto massimizzando lo sforzo, ciò che sto facendo e pensando. Perché se guardo la punta delle mie scarpe o guardo l’orizzonte, cambia la qualità dei miei pensieri.

PUNTO 4. L’ambiente – Se i tre punti sopra li svolgo tra i rumori della città, con cuffie o senza cuffie, o all’interno di un viale alberato, o tra il verde o ancor più in un ambiente naturale, cambiano dei fattori fisici, cambia la qualità dei pensieri, dello sforzo e della camminata. Perché si passa dal respiro all’essere respirati. Non è solo un tema di qualità dell’aria.

PUNTO 5. Trovi un Amico trovi un tesoro – se tutto quanto sopra ricordato viene fatto in compagnia di un amico/a o in alternativa di una persona che sa ascoltare, che vi sta ascoltando e vi accompagna con domande, in assenza di giudizio, con compassione amorevole, avete fatto BINGO! Questo è quello che ho imparato per imboccare la strada della felicità. Perché siamo tutti chiamati ad essere felici a lavoro e nella vita, anche se a volte ci vorrebbe “Un altra Vita“.

Questo modello è un approccio EI, Emozionalmente Intelligente, e CLEAN (coaching & lean) più info le trovate in questa pagina, www.6seconds.org o dall’amico Luca Zambolin www.freewalking.it

Tra QI ed AI – la 3^ via! IE = Intelligenza Emotiva

Premesso che sarò volutamente sintetico! Su questo argomento chi lo desidera trova online una montagna di scritti e ricerche. In questa sede è mio intento, con semplicità e sinteticità, cercare di dare un piccolo spunto… uno spuntino insomma … di come l’Intelligenza Emotiva (IE) resti e resterà al centro!

Come si coniugano AI (Intelligenza Artificiale), il Quoziente Intellettivo (QI) e l’Intelligenza Emotiva (IE)?

Jeremy Howard in The wonderful and terrifying implications of computers that can learn illustra in 19′ di video cosa sta accadendo attorno all’Intelligenza Artificiale (AI), forse sarebbe meglio dire alle intelligenze artificiali.

Alcuni studi confermano che con l’aumentare della tecnologia e dell’AI, il QI di una società, di una comunità e delle persone non cresce, forse si riduce … il cervello in buona sostanza si impigrisce, come sinteticamente evidenziato nelle pagine salute di un noto giornale.

Nodo e fulcro pare restare il modo in cui utilizziamo ed utilizzeremo le nuove tecnologie. In buona e breve sostanza se utilizziamo in modo Intelligente le nostre Emozioni (IE) riusciremo a massimizzare l’utilizzo dell’AI. In alternativa? Comanderanno i Computer e quei pochi che li controlleranno.

Numerosi scritti e network stanno venendo in aiuto a questo momento di transizione. Un network in particolare sta cercando di mettere a fattor comune tutto ciò che si sà sull’Intelligenza Emotiva, con il fine di portare nel minor tempo possibile a far si che 1 MILIARDO di persone utilizzino le modalità di Intelligenza Emotiva entro il 2039!!

Di tutto e di più su sito di 6SECONDS!

Allenare le imprese al cambiamento

Fino a qualche anno fa in Italia, quando si parlava di coaching, si pensava per lo più a qualcosa che avesse a che fare con l’allenamento sportivo, di sicuro non con il mondo delle imprese, fiore all’occhiello dell’economia del Nordest, che funzionavano sempre e comunque senza bisogno di alcun allenamento.

L’allargamento dei mercati e la crisi economica hanno definitivamente messo in crisi l’idea di azienda basata su un modello immutabile e duraturo: oggi la grande sfida delle imprese è quella di sapersi reinventare continuamente adattandosi a richieste ogni giorno diverse.

I fatti e i numeri hanno dimostrato che quasi mai le aziende riescono da sole ad uscire da una situazione di impasse. Da qui il bisogno di richiamare una figura esterna come il coach, capace di accompagnare l’imprenditore e il manager ad individuare le criticità strutturali e relazionali per convertirle in opportunità di trasformazione e miglioramento.

I primi centri di riferimento per il coaching aziendale in Italia diventano da subito Milano e Roma, dove convergono tutti quegli imprenditori e manager che non vogliono farsi travolgere dal cambiamento, ma accoglierlo e trasformarlo in opportunità di crescita. 

Oggi anche il Veneto, territorio brulicante di attività artigianali e industriali, ha compreso che puntare solo sul rinnovamento tecnologico non basta più, serve riprendere in mano l’assetto imprenditoriale in senso più ampio. Il coaching sistemico si è dimostrato lo strumento più efficace per rinnovare le competenze potenziando la consapevolezza di ogni identità aziendale, convertendo, grazie all’intervento di professionisti specializzati, vecchie strutture rigide, ormai incapaci di assolvere alle richieste del mercato, in strutture elastiche e resistenti.

Gli step fondamentali della trasformazione consistono nel riconoscere i punti di forza e di fragilità di ogni struttura, nel focalizzarsi sui primi e quindi nell’individuare strategie organizzative efficaci e modalità relazionali funzionali alla risoluzione di situazioni complesse.

L’esperienza ripetuta con ottimi risultati in diversi contesti e situazioni, ha portato più figure attive in questo ambito, all’idea di creare una struttura che riunisse in un unico luogo un modo diverso di fare impresa: nasce così C-LEAN (Coaching & LEAN), un luogo, ma soprattutto un metodo. 
L’idea di Silvio Bartolomei, coach aziendale, o – come preferisce essere chiamato lui – coach sistemico, è quella di creare, in uno spazio lontano dal frastuono della città e delle zone industriali, una sinergia tra professionisti capaci di sostenere le aziende nei momenti del cambiamento, attraverso corsi, seminari, incontri ed esperienze. Una sorta di osservatorio attivo sull’economia del Nordest e situato alle pendici dei Colli Euganei, sopra le vaste province di Padova e Vicenza.

Tutto questo oggi è diventato più che un’idea: una realtà che si identifica con il nome 4Coaching e che opera attraverso il metodo C-LEAN, divenuto anche un libro edito da Edizioni Proget, un vademecum per accompagnare imprenditori e manager a rivedere i processi aziendali.
La chiave di volta di tutto questo nuovo modo di rapportarsi con il modo del lavoro consiste nel saper leggere ciò che accade in ogni realtà aziendale alla luce di una visione più ampia finalizzata  alla costruzione di un futuro in cui il lavoro non rappresenti più una condanna, ma il luogo dove poter realizzare le proprie doti e la proprie dimensioni.

L’obiettivo di tutto questo è riscoprire quanto le relazioni orientate ad un pensiero costruttivo  e propositivo, attraverso una visione chiara e lucida, siano una necessità fondamentale per allenare e migliorare le performance aziendali.

In qualsiasi sport per raggiungere il risultato ci vuole determinazione e allenamento. Così vale anche per le imprese.
Oggi, dopo quasi sei anni di attività al fianco di imprese familiari, P.M.I. e grandi aziende, Silvio Bartolomei apre la sua esperienza alle richieste del territorio offrendo una serie di servizi e attività mirate ad accompagnare gruppi, o singoli, verso le nuove richieste del mondo del lavoro, mettendo a fuoco, attraverso l’uso del metodo C-lean,  obiettivi e strategie indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi , in armonia col benessere individuale della persona e con lo scopo finale di ottenere aziende performanti e felici.

Walkmap in Azienda: da dove parte e dove conduce

Walkmap in Azienda: da dove parte e dove conduce

La walkmap, per definizione, è “una rappresentazione semplificata dello spazio che evidenzia relazioni tra componenti di quello spazio”. In azienda può essere corrispondere alla compilazione di un buon assessment, ma non basta, la walkmap è anche qualcosa in più, qualcosa di reale e molto pratico: camminare per l’Azienda, tra le riunioni, fra i gruppi e in noi stessi, come se fosse la prima volta, incuriositi da ciò che vediamo, desiderosi di comprendere, imparare, capire, annotando nel nostro diario tutto quello che vediamo accadere, mentre accade. Questo può essere un modo efficace per costruire la nostra walkmap.

Camminare per gli uffici, per i magazzini, per le unità di produzione, è un’esperienza reale che ci fa entrare in contatto con il “Corpo” dell’Azienda, con le persone che sono i fattori produttivi aziendali.

Attraverso questa esperienza concreta, multisensoriale e multidimensionale ci avviciniamo, vediamo, tocchiamo, gustiamo, ascoltiamo e incontriamo gli stakeholders aziendali. E’ un esercizio che deve essere vissuto in modo neutro, mettendosi semplicemente in posizione di ascolto.

In questo modo effettuiamo quello che Otto Scharmer definisce “downloading” delle informazioni necessarie per poter passare alle fasi successive del processo di comprensione e di evoluzione.

La camminata consapevole, o anche Nordic Walking, aiuta a focalizzarci sulle cose che hanno davvero importanza, contribuisce a costruire in modo più veritiero e aderente la walkmap del cambiamento. L’attività sportiva ossigena il cervello e ci aiuta a riflettere su quello che accade realmente e sul nostro futuro: sul nostro futuro migliore possibile.
Possiamo camminare con diverse andature, possiamo correre o possiamo procedere lentamente osservando le cose che ci accadono intorno, osservandole da diversi punti di vista. Per l’esattezza tre.

Potremmo identificare i tre principali punti di vista in Corpo, Anima e Spirito, che, traslati nel corpo Azienda, equivalgono a: Action, Mission e Vision.
Questo modo di vedere tripartito ci sarà di grande aiuto nella stesura di una walkmap finalizza ad un processo di cambiamento.

Vedere e pensare attraverso queste tre dimensioni Corpo, Anima e Spirito rappresenta un passaggio fondamentale per sviluppare il livello di consapevolezza indispensabile alla realizzazione del cambiamento, sia personale che della intera azienda.
Queste tre “postazioni d’osservazione” sono connesse tra loro e conducono ad un unico stadio di consapevolezza.

Nel corpo aziendale l’Action è il punto di vista piú materiale, evidente e appariscente, quello piú vicino alla realtà oggettiva.
Da qui partiamo per fotografare la realtà e lavorare sugli altri due.
La Vision e la Mission aziendali possono essere definiti corpi più sottili e, per questo motivo, sono facilmente mal riconosciuti.
È proprio in questa fase di osservazione che può risultare indispensabile il supporto del COACHING.

Ricordare o non Ricordare?

TROPPI PROBLEMI NON RISOLTI SOVRACCARICANO LA TUA MEMORIA E COMPROMETTONO LA TUA VITA PRIVATA E PROFESSIONALE

La memoria diventa un peso se è carica di esperienze stressanti o traumatizzanti non elaborate, cioè non “digerite” e non assimilate.
Con l’esternazione continua di risentimenti, rimpianti o altre energie negative legate a ricordi particolari, rischiamo di formare ulteriori impressioni stressanti sulla nostra memoria.
Così tendiamo a creare un circolo vizioso che fa crescere il disagio psicofisico con disturbi del sonno, deficit di concentrazione e della memoria, pressione alta, aritmia, depressione, ecc.
Sono i pensieri grigi, pesanti, segnati dalla paura per il futuro e dal giudizio sul nostro passato, che ci imprigionano e ci limitano, impadronendosi completamente di noi.
Per uscire da questa visione buia del passato, dobbiamo essere pronti a mettere in discussione i nostri pensieri, le convinzioni, i giudizi e i preconcetti e, con l’aiuto delle forze riconcilianti del cuore (un tempo considerato sede della memoria, RI-CORdare), trovare un nuovo atteggiamento interiore verso gli eventi che hanno segnato il percorso della nostra vita.

Come affrontare un nuovo progetto: le tre domande

PRIMA DI PARTIRE CON UN NUOVO PROGETTO TI SEI FATTO TRE DOMANDE?

Ogni progetto, sogno o percorso di cambiamento che ti accingi a delineare deve essere il più reale possibile.

Da qui inizia un buon processo CLEAN: pulizia dentro e fuori! Per riconoscere la Realtà è indispensabile muoversi con ordine: scoprire e riconoscere che cosa si ha, le proprie attitudini e le proprie potenzialità, cosa accade veramente nel nostro luogo di lavoro e osservare non solo quello che ci fa comodo vedere! Ogni imprenditore, ogni manager e ognuno di noi ha iniziato con un sogno, un desiderio, un obiettivo.

Attraverso l’utilizzo di alcuni semplici questionari di valutazione dell’Intelligenza Emotiva possiamo ottenere risultati molto utili per capire a fondo come percepiamo la realtà in cui ci troviamo. Attraverso specifici indicatori ricavati dallo stile e dalla qualità delle risposte, e attraverso un feedback qualificato, possiamo ottenere informazioni importanti per tracciare la nostra walkmap in modo coerente alla realtà in cui ci troviamo.

CHE COSA?

  • Che cosa era il mio territorio (cioè la realtà nuda e cruda)?
  • Che cos’è?
  • Che cosa sarà?

 

  • Che cosa ero?
  • Che cosa sono?
  • Che cosa sarò?

COME?

  • Com’era il mio territorio?
  • Com’è?
  • Come sarà?

 

  • Come sapevo fare?
  • Come so fare?
  • Come vorrò fare?

 

  • Come ero?
  • Come sono?
  • Come sarò?

PERCHE’?

  • Perché era il mio territorio?
  • Perché è?
  • Perché sarà?

 

  • Perché sapevo fare?
  • Perché so fare?
  • Perché vorrò fare?

 

  • Perché ero?
  • Perché sono?
  • Perché sarò?

Quindi metti i tuoi valori nero su bianco e comincia a fare il bilancio della tua vita: prendi il tuo diario di bordo traccia sulla pagina due righe verticali per dividere la pagina in tre e sopra la colonna di sinistra scrivi PASSATO, sopra la colonna centrale PRESENTE, sopra la colonna di destra FUTURO.
Scrivi le risposte ai tre gruppi di domande che ti propongo, concentrandoti su una colonna per volta, Passato, Presente, Futuro. (Inizia dal Presente è il dato piú certo che hai, ed è quello che ti sta interpellando)

Rileggi le risposte che hai scritto, il tuo tuo processo CLEAN è iniziato!

Il Cambiamento

Per cambiare ci vogliono domande potenti

Quando inizi a sentire il bisogno di comprendere la realtà e la verità, inizi a porti delle domande. Ma quali domande? Domande potenti!
Domande generate dall’assenza di giudizio e doppi sensi o da risposte già insite nella domanda stessa. Domande che lasciano affiorare la realtà per quello che è, domande utili a farci comprendere cose che prima non vedevamo o non eravamo nemmeno in grado di “pensare”.

Farsi domande in Azienda non è semplice per una serie di motivi, perché ogni Azienda è un sistema complesso, un sistema di sistemi: sistemi di persone, sistemi di gruppi, sistemi di reparti, sistemi di filiali, sistemi di fornitori, sistemi di aziende correlate, sistemi di settori merceologici, sistemi di mercato, ecc.

Questa complessità di sistemi può mescolare caoticamente una serie di eventi, relazioni, dinamiche, rendendo difficile distinguere le diverse matrici di base. La medesima cosa accade anche a livello personale: è quasi impossibile che vi sia un lui o una lei senza una connessione con altri lei o lui o con il resto del mondo.

Per iniziare a distinguere eventi, cose, relazioni, possiamo iniziare a porre delle domande utili a fare chiarezza e a nominalizzare alcuni aspetti fino ad allora rimasti sommersi.

Le domande sono di diverse tipologie: inutili e utili.

Quelle utili si suddividono in due tipologie: domande chiuse e domande aperte.

Le domande aperte sono le domande potenti, quelle che aprono la mente e il cuore e che fanno prendere in considerazione anche tutto quello che non si era considerato.

Le domande chiuse sono quel tipo di domande che implicano la risposta come SI o NO.

Le domande inutili sono quelle che al loro interno hanno già la “risposta”.

Le domande utili sono quelle orientate alla soluzione!

Vi è infine anche un ultimo tipo di domande: quelle stupide!

Quando in azienda siamo orientati al cambiamento, tra le numerose domande che affiorano, possiamo iniziare con tre:

– Che cosa possiamo fare?

– Come possiamo aiutare l’Azienda, le persone che ci stanno vicino e noi stessi per migliorare le situazioni in cui viviamo?

– Perché aiutare un imprenditore, un dirigente, un lavoratore e noi stessi ad essere piú felici?

Queste sono le domande che aprono la mente e il cuore, che fanno prendere in considerazione anche tutto quello che non si era considerato e che ci orientano verso la soluzione.