Perché un area protetta può fare la differenza anche per un Azienda!

la Natura ci è maestra in tutto; in Cile nasce la più grande area protetta marina!

le Aziende possono imparare dalla Natura!

C’è chi chiama un orso KJ2 e un uragano IRMA; c’è chi fa finta che tutto ciò che accade attorno a sè, finche accade agli altri, è uno “spettacolo”; c’è chi non potrà festeggiare se non con un “de profundis” l’anniversario della difesa della Natura.

Dai paesi, così definiti dell’altro mondo, una bella lezione: in Cile nasce la più grande area protetta marina al mondo.

RAPA NUI, più nota anche con il nome di Isola di Pasqua!

740.000 Kilometri quadrati di area protetta, 3.000 abitanti.

C’è quindi chi, come dichiara “the Guardian“, crede ancora che la difesa della natura sia una priorità; che il pianeta Terra sia in pericolo, che tenta delle azioni; pur quando queste risultino essere a macchia di leopardo, tardive, flebili e a volte solo a difesa di un turismo di massa distruttivo (come accade nelle nostre vicine Alpi).

I Parchi sono delle navicelle spaziali per preservare le specie del pianeta Terra, l’uomo non si sta dimostrando la forma vivente più intelligente e lungimirante, anche se è sicuramente la più creativa.

Qualsiasi professionista, manager e/o imprenditore può imparare molte cose dalla Natura e può applicare queste ovvietà (principi della termodinamica) o algoritmi (teoria dei frattali) alla sua realtà aziendale e/o organizzativa:

  1. Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto è in perenne CAMBIAMENTO: il mio problema è il tuo problema; in altre parole se non faccio pulizia in azienda non avrò mai le cose pulite, chiare, lineari; fare pulizia significa fare CLEAN (C-LEANdiventato un libercolo), nel concreto significa avviare dei percorsi di Consapevolezza e di LEAN; essere attenti all’ambiente non è un fattore estetico e/o ecologico, ma soprattutto umano.
  2. Dare senso alle cose, alle azioni, ai pensieri e alle persone. In Natura tutto ha un significato, anche ciò che non riusciamo a comprendere. In Azienda dovrebbe essere la medesima cosa. Possiamo avere diversi ruoli e/o funzioni, ma queste devono essere chiare e univoche a tutti. A volte non è necessario avere tutto il quadro nitido nel dettaglio, ma da un particolare si possono capire molte cose. Evidenziare ciò che funziona da ciò che è dis-funzionale, ci consente di fare scelte secondo un discernimento crescente in consapevolezza verso l’obiettivo e il risultato atteso; è ciò che fa la selezione naturale in una prateria, in un bosco, in un deserto.
  3. Prestare attenzione al fattore Tempo, il tempo è la chiave di molti successi o insuccessi. Un prato fiorito, o una fioritura in un frutteto nel periodo sbagliato dell’anno, perché le temperature hanno ingannato le piante, può compromettere l’intera produzione. Non dedicare sufficiente tempo all’osservazione fenomenologica non aiuta ne chi deve decidere, ne chi deve eseguire. C’è un tempo per il riposo e una per la mietitura: arrivare in primavera già sfiaccati ed esausti, senza aver riposto in inverno compromette le performance e i risultati di qualsiasi specie vivente. E’ il fattore tempo che ci consapevolizza sul limite delle cose, delle azioni, dei pensieri di noi stessi.

Nel Tempo e con il Tempo diventiamo tutti uguali. Buon viaggio!

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