Se avessi previsto ...

Se avessi previsto ...

... Se avessi previsto tutto questo dato causa e pretesto delle attuali conclusioni ...

questo breve racconto narra di ciò che siamo: viandanti !

Francesco Guccini, con "l'avvelenata" ha proprio ragione!

Ultimi giorni dell'anno 2020, ore 9:00 in cima al M. Venda, "fuori porta" a due passi da Padova, solo, il vento nelle orecchie, qualche goccia d'acqua, nuvole che scollinano, paesaggio e poesia!

Una scoperta allieta il mio cuore, una targa e una conferma, una evocazione, creata da brava gente: nei Colli Euganei girano belle idee, anche se i soldi son pochi e i ruderi restano ruderi!

Tornando alla scoperta, trovo questi versi appesi al muro del Monastero degli Olivetani, malgrado il freddo e il vento leggo:

"Almen qui le cadenti
Logge e l’atrio ventoso
A cresi onnipotenti
Non dier tetto fastoso;
Né la diruta volta
Delle celle devote
L’invereconda ascolta
Canzon d’ebbro nepote.

Per la dirotta china
Fra l’eriche e gli arbusti,
Scende nobil ruina
Di colonne e di busti;
Sulla pietra già rosa
Dal ginocchio de’ Santi
Il ramarro riposa
E strisciano gli acanti.
Quassù, sazi del mondo,
Pochi eletti in silenzio
Bevevano il giocondo
Delle lacrime assenzio;
E sotto i pini, aperto
Sui ginocchi il Vangelo,
Nell’alpestre deserto
Cogliean rose di cielo

Lento il verno nevoso
Sedea sulla pendice,
Ma se all’uscio pietoso
Picchiava l’infelice,
Uscìa benigno un volto,
Ed una scarna mano
Il poco pan raccolto
Partìa col mandriano.

Per altra via t’avanza
Affannoso mortale,
Se credi alla speranza
Che si allevi il tuo male
Fiero del nuovo alloro
L’antico tempo irridi
Se negli agi e nell’oro
Trovar pace confidi;

Ma non toccar le mura
Venerabili e gli archi,
Ov’ebber sepoltura
Gli avi di noi più parchi
Ride un’austera gioia
Sulle bianche pareti,
Che fantastica noia
Copre d’aurei tappeti.
Passaggiero! Se pensi
Che ne’ fugaci fiori,
Onde han diletto i sensi,
Solo il bene dimori,
A queste mura, occulto
Di penitenza albergo,
Getta il beffardo insulto
E volgi iroso il tergo;

Ma se vetusta cura
Le tue notti tormenta;
Se dell’ora ventura
Il buio ti sgomenta,
Innanzi a questi sassi,
Che un porto all’alme offriro,
Invidiando i passi
Ferma e manda un sospiro."

da Sulle ruine d’un antico convento ne’ Colli Euganei, 1869 Giacomo Zanella.

Che dire oltre, se non storpiar con altre parole e farVi perder tempo?

Camminate, orsù camminate!

fonti:


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