Costellazioni Sistemi Organizzative

Bert Hellinger ha individuato degli strumenti che consentono di far emergere la realtà e orientarci verso il Futuro Migliore Possibile

MI É VENUTO IN MENTE

Le forze del pensiero in campo?

Da dove arrivano i movimenti del pensiero?

Siamo noi che generiamo i pensieri e le forze che li accompagnano ?

questo è la prima di tre riflessioni che intendo condividere

Parto dall'immagine che ho scelto per questo post.

Il corpo umano è connesso! Con sé stesso (non sempre lo è), con gli altri (non sempre ce ne rendiamo conto), con la natura (non sempre ci ricordiamo di ricaricarci). A comprendere queste connessioni ci aiutano le immagini; è sufficiente osservare e constatare le numerose similitudini tra corpo umano e natura, dalla radiografia di un polmone e la struttura di un albero, a com'è fatto il toroide (campo energetico) del corpo umano e di una mela, di un arancia, o di un albero, che se analizzati longitudinalmente si esprimono come campi di forze similari.

Le forze che governano la natura solo le medesime che governano il corpo umano e l'universo. Molti penseranno che quanto scrivo è banale, sono i collegamenti tra questi ambiti che lo sono molto meno. Molto meno banale è trovare la quiete quando si è nella tempesta, o la carica quando si è scarichi, o la lucidità quando si è confusi.

Trovare la bussola, specie di questi tempi, non è facile. Ci hanno educato e istigato alla velocità, agli smartphone, al "just in time". In natura invece se semino nel momento sbagliato, non ottengo frutto (tutto va disperso); anche se il seme era perfetto! Le stagioni e le sequenze di luce, calore, temperature non sono casuali, mettere al loro posto la nostra luce, il giusto calore con la corretta temperatura ci fa apprezzare un risultato, come la lievitazione del pane. La nostra vita è costellata da questi fenomeni, che - a volte - a stento riconosciamo.

Le forze attrattive e repulsive in natura ci sono chiare, o almeno pensiamo che lo siano; nel tempo e tuttora le abbiamo confuse con i due poli del "bene" e del "male", pensando che le "forze di equilibrio" debbano propendere verso la prima. L'esperienza - invece - mi porta a considerare che questo approccio è una forzatura culturale. Le "forze di equilibrio" sono in realtà, per noi umani e per l'umanità, riconducibili a tre parole: SOLDI, SESSO, SUCCESSO (potere). Queste forze non sono ne positive, ne negative e non conducono ne al bene, ne al male. Sono utili e indispensabili per esercitare il libero arbitrio, per consentire all'essere umano di sbagliare e ricercare il suo equilibrio individuale, sociale e con la Natura.

Una ricerca di questo equilibrio la troviamo quando camminiamo nel bosco e nella natura. Questo semplice atto, specie se condotto in modalità multidimensionali (aprendo i sensi, aprendo la mente e il cuore) ci conduce a chiarirci le idee.

Ecco che oggi è difficile fare ciò che ha fatto il pastore errante dell'Asia: contemplare l'immensità del cielo stellato, in occidente è oramai quasi impossibile. Il cielo è offuscato da inquinamenti di vario genere, facciamo fatica ad entrare in contatto con noi stessi se ci mancano gli elementi naturali, come la luce delle stelle: infinito oggettivo. Malgrado questo a volte riusciamo a staccare "la spina" con il silenzio, la visualizzazione o il gorgoglio di un torrente. Questi elementi consentono di riconnetterci alle "forze di equilibrio" come vera espressioni di libertà, nonché del campo morfico che ci circonda. 

Il campo si manifesta in libertà e tanto più siamo liberi, neutrali, non giudicanti e tanto più le forze che formano il pensiero si manifestano. In una costellazione tra forze del "bene", del "male" e "forze di equilibrio" si è potuto notare come la manifestazione vissuta dai partecipanti è stata molto diversa a seconda dell'angolo di osservazione, generando pensieri diversi, a volte contrapposti. Alcuni nuovi, alcuni frutto di un approccio logico o matematico o culturale o delle esperienze vissute. 

Ciò che emerge in una costellazione, fa nascere nuovi pensieri, nuove interpretazioni che non trovavano accoglienza prima in noi e che non avevamo. Questo è quello che può capitare durante una manifestazione del campo morfico.

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