SUICIDIO del Manager - Come evitarlo 1

SUICIDIO del Manager - Come evitarlo 1

«Le so tutte!», come recita Fabrizio Fontana in James Tont!

Il suicidio è un'alternativa, ci sono molti modi per praticarlo. Dal prendere in mano una pistola, a praticare sport estremi, all'autosabotaggio del proprio futuro nella vita e nel lavoro! Vi sono migliaia "tonalità di grigio" nel suicidarsi. Avremo modo di confrontarci in un ciclo di 5 brevi articoli su questo tema. Suicidarsi ritengo, a "ragion veduta" ed esperienza conclamata che sia più facile di quello che si crede!

Per decenni ho pensato che la competenza venisse prima delle relazioni! Ma devo ricredermi! Molti Manager anche top Manager preferiscono le bugie alla verità e la pletora di servili collaboratori a persone autentiche. Ecco il PRIMO suggerimento anti suicidio: avere solide ed efficaci relazioni fuori dal mondo del lavoro; al lavoro diffidate, diffidate, diffidate: l'autenticità, la franchezza e - per molti versi - l'onestà non paga!

I capi e capetti che oggi si fan chiamare Manager, preferiscono i leccaculi (francesismo bonapartiano), qualcuno che reciti bene la sua parte, degli attori! Certo c'è bisogno di competenze, ma poi non più di tanto. Il tema centrale è gestire i competitor: interni ed esterni all'azienda. 

Alcuni mi ritenevano una persona intelligente, non credo di esserlo mai stato! Ho sempre studiato parecchio e cercato di applicarmi nella mediocrità dei miei risultati. In ogni caso vedevo il mio successo direttamente proporzionale alle competenze e alle abilità nel cercare e tentare di trovare una soluzione. La mia diplomazia nella vita è stata tendente a zero, il mio desiderio di libertà 1000 ! Del resto si sa: «l'ottimo è nemico del bene», in particolar modo del bene comune! Con una certa irritazione e a malincuore, devo ammetterlo, a 58 anni! HO SBAGLIATO!

Un Bel Paese in cui proliferano a tutti i livelli i furbetti del quartierino, in cui meritocrazia e democrazia stentano ad attecchire, forse perché fan rima!

A mia discolpa posso dire che fino a 45 anni non avevo investito molto tempo e sforzi per conoscermi e verificare quali qualità fossero più gradite alla mia Anima, per poi riconoscere che la mia Anima ha esigenze lontane dal mercato del lavoro. Ahimè non sono riuscito a tutelarla a sufficienza e a intuire che nella vita effettivamente "non si può servire insieme Dio e mammona".

Studiando e documentandomi ho scoperto che se a dei bambini, alla giusta età, si dice che sono performanti e li si convince con i fatti che questo è frutto loro la loro intelligenza si svilupperà più proficuamente di quanto impartito a un bambino a cui venga detto che è uno (esagero, ma non troppo) "stupido". Le prime esperienze giocano un ruolo fondamentale nella crescita e sviluppo della persona, anche in età precosciente nella pancia della mamma.

Il successo arriva più tardi, con le sue "regole", mentre i fattori strutturali oggi vengono identificati con il termine epigenetico (genoma, ambiente ed esperienze) portano a sostenere che le variabili sono ancora imperscrutabili, almeno al momento. Le dinamiche dell'anima restano un mistero per fortuna!

Nella maggior parte dei luoghi di lavoro, c'è bisogno di qualcosa di più della semplice intelligenza, anche di quella che oggi viene definita intelligenza emotiva, per andare avanti. Tutto si concentra sulla scienza, reale o apparente, per lo più scienza statistica o probabilistica. Pochi ti accompagnano a concentrarsi sulla unica grande forza, la tua, la più grande forza che hai è dentro di te. Invece di affrontare le nostre debolezze, tendiamo ad auto-sabotarci.

Che fare in questi casi?

Iniziare a conoscere studiare e approfondire i propri punti di forza, solo grazie ala conoscenza reale e realistica dei propri talenti (e tutti ne hanno) che hanno funzionato, si possono modificare e/o iniziare a lavorare sulle nostre debolezze, sui punti ciechi.

Per rinnovarsi è questione di carattere o di personalità?

Quali dei due è modificabile?

Quale immodificabile?

C'è qualcosa di veramente immodificabile?

Si, l'Anima!

Tema alquanto dibattuto da svariati millenni; se sia l'uno o l'altro modificabile dalla vita. Oggi i genetisti ci spingono a credere che è tutto questione di mattoni di aminoacidi e RNA, ma non sanno dirci come si attivano e come mai si attivano o si spengono. I più sono consapevoli che nasciamo con un DNA e moriamo con un altro corredo genomico. Al momento non è poi così importante!

Sto quindi cercando di rovesciare il paradigma e cercato di individuare i comportamenti e atteggiamenti costruttivi a cui volevo tendere e consolidare. Il Lavoro e la Vita: è un cantiere infinito, tra delusioni e speranze, tra lockdown e libertà. Al momento e per il momento, malgrado la delusione profonda circa la natura umana, ritengo sia interessante scegliere di continuare ad esistere, provando e affinando grazie alle Costellazioni Sistemiche Organizzative l'imprescrutabile e l'indicibile: il Mistero!

in breve:

Fabrizio Fontana video

 


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